Tutti ottimi motivi per Marino
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IGNAZIO MARINO HA SCELTO DI LAVORARE SOLO NELLA SANITA' PUBBLICA.
AVREBBE POTUTO FARE MOLTI PIU' SOLDI LAVORANDO ANCHE NEL PRIVATO.
NON LO HA FATTO.
MEDITIAMO....
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Con Ignazio Marino questo è possibile!
Federico Giacomozzi, 16 anni studente.
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Una sanità pubblica libera da condizionamenti politici e dalle contraddizioni generate dagli interessi di potere ed economici di lobby professionali.
Ignazio Marino ha sempre pronunciato parole importanti a questo riguardo proponendo il merito, l'interesse pubblico, la progettualità e il rigore scientifico come paletti per governare l'assistenza socio-sanitaria.
Come dirigente del ruolo sanitario di un ASL del Veneto apprezzo e appoggio questo suo atteggiamento.
Maurizio Osti - Camposampiero PD
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La mozione Marino è il futuro. Difficile immaginare chi possa vincere le primarie, anche se tutti dicono che Marino non ce la farà per me già ce l'ha fatta. Franceschini e Bersani sono rigurgiti di un modo vecchio, passato di gestire la politica e la cosa pubblica, le loro mozioni non presentano elementi di novità: il primo è l'idea vaga, amorfa di un partito già fallito e il secondo, anche se ha una idea più strutturata, si trascina dietro il peso di una preistoria che non è riuscita ad aggiornarsi nella visione della realtà contemporanea. Marino ha tutti gli elementi che lo vedono da una parte legato alla storia del passato, uno sguardo verso Berlinguer Gramsci e i Padri della Costituzione, dall'altra ad una prospettiva futura di un partito si strutturato ma contemporaneamente aperto, inclusivo come dice lui e con una visione atlantica dico io. La mozione Marino è un idea che ha già preso piede e che ha tutti gli elementi per continuare anche dopo a prescindere dal come si concluderanno le primarie.
Cinzia Dicorato
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Perché uno dei punti qualificanti della proposta del prof. Marino é quello di consentire ai cittadini comuni, siano essi quadri direttivi del PD, iscritti o semplici elettori e simpatizzanti, di contribuire finalmente dal basso, con dei referendum democratici in tutti i Circoli, a stabilire le posizioni politiche del Partito Democratico su argomenti determinanti come i temi etici, l'immigrazione etc. Posizioni da tenere poi ferme senza infingimenti, soprattutto senza consentire ad alcun esponente politico delle varie correnti di remare contro, con dichiarazioni difformi e sabotaggi.
Si tratta di una rivalutazione del metodo democratico che finora é stato trascurato dagli attuali dirigenti e che può consentire di recuperare l'entusiasmo e la partecipazione dei milioni di simpatizzanti ed elettori che in questi anni sono andati abbandonando il Partito, sia nelle urne che nell'attività di impegno sociale e politico. Infatti, l'attuale gruppo dirigente si é sempre arrogato il diritto di decidere le posizioni politiche e le modalità di perseguimento delle stesse sulla base di una presunta professionalità da politici di lungo corso. Invece, é chiaro che non solo hanno collezionato sconfitte politiche e anche "culturali" nei confronti del Centro-destra, ma, di fatto, non sono stati capaci di far assumere al PD posizioni chiare e univoche quasi su nessun tema, demotivando e scoraggiando i nostri stessi simpatizzanti.
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Con questo intendo una politica fatta di affermazioni di valori che sono propri di tutti gli esseri umani che vogliono vivere in società con gli altri: la coerenza, la trasparenza, la professionalità. Evito la parola meritocrazia che nel tempo ha assunto una valenza che può essere negativa, ma la declino come 'utilizzare le migliori capacità laddove è utile e necessario per il bene di tutti'.
Alla argomentazione che proprio non essendo un professionista della politica possa non avere le capacità per condurre un grande partito come il PD rispondo che nella vita professionale, sopratutto se condotta in organizzazioni articolate, si imparano ad affrontare e risolvere problemi altrettanto se non più complessi di quelli che i politici di professione affrontano e risolvono nel loro mestiere. Anche per quanto riguarda la ricerca del consenso, che è necessario costruire anche per chi opera in organismi complessi pubblici o privati. Ci si dota inoltre di metodi analitici e di valutazione qualitativa e quantitativa che possono essere fondamentali nell'assumere decisioni in maniera consapevole, anche per non lasciare che predomini il criterio del "quanti voti guadagno e quanti ne perdo" che non si addice ad un leader.
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Perché la formazione - scolastica, universitaria o lavorativa - non è una spesa, ma un investimento e una risorsa, ed è ora che non sia più soltanto una risorsa per il singolo individuo, ma anche per lo Stato che gli dà cittadinanza. In un tale meccanismo persino una chimera come la meritocrazia diventa una naturale fonte di ricchezza e benessere per tutti.
Investimento sulla competenza e sull'indipendenza intellettuale di ciascuno: formatevi, siate liberi di formarvi, usate la vostra formazione in una società che ne stima i meriti, sia dal punto di vista del riconoscimento morale, che del trattamento economico.
Con Marino perché possiate perseguire i vostri obiettivi senza dovere favori a nessuno, senza essere parenti o amici di nessuno. La vostra testa vale più di qualsiasi promessa.